Calcio storico fiorentino, storia

Il calcio storico fiorentino è una disciplina che, anche solo citandola, rievoca il fascino e l’agonismo di un tempo lontano, che appartiene ad un’altra epoca e ad un’altra Firenze. Eppure il calcio storico fiorentino ha tanto in comune con molti sport moderni, come il calcio e il rugby.

Come è nato il calcio storico fiorentino

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Il calcio storico fiorentino ha origini antichissime che risalgono all’epoca di Greci e Romani, dal momento in cui già queste due civiltà erano solite trascorrere il tempo libero dilettandosi in giochi che prevedevano l’uso di un oggetto sferico molto simile all’odierno pallone. I Romani ereditarono questo tipo di sport, a livello ancora molto embrionale, dai Greci dandogli il nome di Harpastum, che in latino sta ad indicare proprio una palla di grosse dimensioni. Tale gioco veniva pratica su un suolo sabbioso tra due squadre che si disputavano il possesso di un pallone seguendo determinate regole già predisposte. Partendo dalla passione dei legionari che lo praticavano, l’antenato del calcio storico fiorentino iniziò a diffondere nel resto dell’Impero, affascinando persino l’imperatore Augusto, come riportato dallo storiografo e biografo Svetonio in “Vite dei Cesari“.

Evoluzione del calcio storico fiorentino

Con il passare dei secoli, questo sport ha cominciato a conoscere regole sempre più precise e un pubblico che si è mostrato particolarmente appassionato, a Roma ma anche al di fuori delle mura della capitale imperiale. Tuttavia, le prime fonti certe a noi pervenute risalgono all’inizio del Quattrocento. Si tratta di un’epoca in cui il calcio storico fiorentino era molto diffuso tra i giovani della città di Firenze che, proprio come i ragazzi dei nostri tempi, erano soliti organizzare partite anche in strada e nelle piazze, favoriti dalla semplicità e dall’essenzialità del gioco. Man mano la disciplina sportiva più pratica iniziò a conoscere un regolamento sempre più vincolante, dovuto alle crescenti necessità di mantenere un certo ordine pubblico nelle città, a Firenze come altrove. Quindi i calcianti, ovvero i giocatori, erano soprattutto giovani nobili che scendevano in campo sfoggiando eleganti divise di epoca medievale che sono poi entrate nell’immaginario collettivo. Come è noto, il periodo tipico del calcio storico fiorentino era il Carnevale.

Una partita davvero speciale

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Merita particolare menzione, nella storia del calcio storico fiorentino, la famosa partita disputata il 17 febbraio 1530 nel bel mezzo di piazza Santa Croce a Firenze da alcuni calcianti che, durante l’assedio delle truppe di Carlo V, vollero dimostrare così il coraggio e, allo stesso tempo, il disinteresse nei confronti di ciò che accadeva dilettandosi a giocare a palla. La partita è diventata celebre, tanto da essere quella a cui le rievocazioni moderne si ispirano in maniera dichiarata.

Ascesa e declino

Dopo il leggendario episodio del 1530, il calcio storico fiorentino continuò a conoscere un importante successo anche nel corso del XVI e XVII secolo fino ad avviarsi ad un lento ma costante declino che lo ha portato a restringere la sua popolarità in maniera esponenziale. L’ultima partita di cui abbiamo notizia fu disputata nel 1739.

Rinascita contemporanea

Il calcio storico fiorentino ha conosciuto una grande rinascita. Nel 1930, il gerarca fascista Alessandro Pavolini fece organizzare il primo torneo di calcio fiorentino che si doveva disputare tra i quartieri della città. Dal 1930, eccezion fatta per gli anni di guerra, il torneo è diventato il momento sportivo a carattere storico più importante di Firenze. Ancora oggi è possibile assistere a questo spettacolo che si disputa nel mese di giugno per celebrare il santo patrono della città, San Giovanni.

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Calcio storico fiorentino, storia ultima modifica: 2017-05-12T10:27:12+00:00 da Redazione

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