Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore, semplicemente il Duomo per la popolazione gigliata, una delle massime espressioni architettoniche tra le innumerevoli proposte turistiche legate a una città dal sapore retrò, invitante nel perdersi tra le viuzze del centro storico, tra shopping e degustazioni delle gastronomie locali, ma che proprio nella sua Cattedrale incontra il simbolo della città, una fioritura d’Arte voluta nel tempo, un progetto definito gradualmente.

Una citazione di tanti anni fa del grande regista fiorentino Franco Zeffirelli recita:
“Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la Cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere”.
Quanta verità nelle parole di un artista sensibile e romantico al quale non possiamo che accodarci ammirando la Cupola come bene finale di una costruzione iniziata più di settecento anni orsono.

Piazza del Duomo a Firenze

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore sorge sulle vestigia di una precedente e importante Chiesa, dedicata al culto di Santa Reparata. Recenti scavi hanno riportato alla luce le sotterranee fondamenta: nonostante non siano espressamente concordi su date precise, lo staff di archeologi ne determina il nucleo iniziale attorno al V secolo D.C., più o meno durante le invasioni barbariche ostrogote. La dedizione alla Santa sembra derivi dalla vittoria negli anni del primo medioevo da parte delle truppe dell’Imperatore Onorio, in grado di fermare i barbari proprio durante il giorno di Santa Reparata, da lì la volontà di eleggerla come custode e protettrice del luogo di culto, allora tipicamente costruito secondo i dettami dell’architettura romanica.

Per buona parte del medioevo Santa Reparata fu eletta luogo principale di culto in Firenze: fu attorno alla fine del 1200 che la Signoria fiorentina decise di iniziare la costruzione del Duomo principale della città mantenendo la stessa sede eletta in precedenza, non tanto come superstizione, ma come volontà di affidarsi ad un’energia positiva e di un culto comunque rimasto nei cromosomi cittadini dedicato alla sua arcaica protettrice.
I lavori si sono protratti per tutto il 1300: la data di conclusione, anche se successive modifiche e interventi strutturali apporteranno importanti assetti all’edificio religioso, attorno al 1436, la data è avvalorata da diversi documenti.

Lo staff costruttore fu guidato dal sapiente architetto Arnolfo di Cambio, in alcuni documenti chiamato anche Arnolfo di Lapo, nato all’inizio del 1230 circa (l’anagrafica riferita a quegli anni è controversa e frutto di studi approssimativi vista la mancanza di fonti certe), deceduto durante le fasi più rilevanti della costruzione. Rimane comunque l’idea dell’architetto in tutta la struttura, idea attorno alla quale successivi costruttori e maestri hanno apportato arte ed energie.

Come non citare Giotto, cresciuto artisticamente proprio a Firenze, morto nella città che ha esaltato le sue avanguardie pittoriche, per l’epoca furono davvero grandi innovazioni di stile e colore. Assieme a lui anche Francesco Talenti, abile scalpellino cresciuto nelle botteghe all’interno delle quali si esaltava il gotico nello stile fiorentino, e Giovanni di Lapo Ghini, che successe proprio al Maestro Talenti.

A loro, soprattutto a Francesco Talenti, si devono le grandi opere di abbellimento strutturale e scultoreo del campanile dedicato a Giotto, assieme alla rinomatissima Cupola l’assieme tipico della struttura per l’epoca definita la più imponente Chiesa in Italia.

Di certo la Cattedrale di Santa Maria del Fiore non arriva all’esaltazione del gotico in quegli anni esaltato dagli architetti francesi a Parigi, Rouen, Reims o Amiens ma non si può nemmeno negare al Duomo fiorentino una bellezza che ne identifica ed immortala il gusto italiano. Per quanto non s’innalzi al cielo, secondo i dettami del gotico francese, la sua Cupola determina quella rotondità femminile, gentile, che ne rende aggraziata l’esteriorità strutturale, armonia dell’assieme che esalta il gusto fiorentino, scuola parallela a quella transalpina, assolutamente non secondaria perché rivolta alle fioriture degli affreschi, alla peculiare euritmia artistica di una Firenze già in fermento, pronta ad accogliere quel futuro radioso oramai alle porte.

La Cupola del Duomo di Firenze

Proprio sulla Cupola si concentrarono le opere di abbellimento e orpellamento artistico dei secoli successivi, sino al 1500, grazie alla famiglia dei Medici: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore è stato per anni un laboratorio fondamentale nell’esaltare gli artisti locali.
Sono proprio gli affreschi interni di Giorgio vasari ad esaltare il diletto fiorentino di un’Arte che all’interno della Cupola, nelle sue struggenti iconografie religiose, esaltano l’arte pittorica della Firenze medicea, manierismo perfetto e armonizzato nei colori con le strutture.

Filippo Brunelleschi e Giorgio Vasari: le strutture architettoniche e la rifinitura del colore. Che fortunata combinazione di menti fu quel periodo, fondamentale nel decretare la consacrazione dell’Arte di tutta l’Italia. E fu sofferta la determinazione di Brunelleschi come architetto; non fu direttamente incaricato dalla politica amministrativa religiosa e civile, ma la sua idea fu vagliata tra tante all’interno di un concorso pubblico.

La Chiesa e il Campanile di Giotto, poi la Cupola: finalmente la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ha un assetto definitivo, negli anni a ridosso del 1500. L’America era da poco scoperta, Leonardo da Vinci stupiva il Mondo con le sue visioni scientifiche e artistiche, Firenze mostrava a tutto l’occidente, una magnificenza mai vista prima, sofferta, costruita mattone dopo mattone durante un lungo percorso architettonico, ma in grado ancora oggi di stupire.
Tuttora la Cupola del Brunelleschi è la più imponente cupola in muratura al Mondo: nemmeno le moschee più imponenti, le magnifiche cupole del Taj Mahal, arrivano a tanto, un pensiero felice di un grande uomo dell’Italia rinascimentale.

La visita alla Cattedrale richiede un tempo considerevole: ovviamente non potrete non dedicarvi all’ascesa alla Cupola, possibile grazie al ballatoio voluto da Baccio d’Agnolo nei primi anni del 1500, ballatoio in marmo ma non completo. Fu il parere autorevole di Michelangelo Buonarroti ad interrompere il perimetro sospeso, da lui definito ‘una gabbia per grilli’, ma, salendo i 463 gradini, potrete, per buona parte dell’ottagono, ammirare il ‘Giudizio Universale’ dipinto da Giorgio Vasari, terminato nel 1579 dal suo prestigioso allievo Federico Zuccari.

E’ un percorso di Arte e bellezza ma v’invitiamo anche a non sottovalutare l’importanza del Grande Museo del Duomo, una rassegna fondamentale per accrescere la conoscenza dell’Arte fiorentina espresse attraverso sette secoli di cimeli, 750 opere d’Arte per intraprendere un percorso che dal primo medioevo conduce sino al Rinascimento mediceo, tre piani e ventotto sale.
E’ un allestimento davvero importante, così voluto per porgere al Mondo la Firenze delle glorie artistiche, delle botteghe prestigiose nelle quali si sono formati i grandi artisti fiorentini.
Il percorso è totalmente dedicato all’Arte religiosa, massima espressione d’epoca.
Sui tre piani avrete l’opportunità d’incontrare i Grandi Maestri: iniziando dal Salone del Paradiso, in un circuito ben definito e supportato da audio-guide in diverse lingue, si definisce il concetto di ‘Paradiso’ fiorentino. Importanti due antichi sarcofagi romani, una collezione di statue del cinquecento, un primo percorso all’interno della triplice proposte nella quale, per ovvi motivi, la Sala della Maddalena richiama il maggior consenso per la presenza dell’opera pittorica Santa Maria Maddalena penitente di Donatello e dell’immortale ‘Pietà’, ovviamente di Michelangelo.
I nomi dell’Italia immortale nell’Arte si offriranno all’interno dei percorsi, studiati appositamente nella volontà di offrire un itinerario storico e culturale definito all’interno di parametri cronologici, ma anche d’effetto, come negli ampi saloni in cui trovano collocazioni anche coreografiche, quasi metafisiche nell’essere unica presenza, le opere più rappresentative dei Grandi Maestri.

Duomo Firenze Orari di Visita

La visita alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore è strutturata secondo diversi orari d’accesso alle strutture: la Cattedrale apre al mattino alle 10,00 sino alle 16,30 mentre la Cupola è visitabile dalle 8,30 alle 19,00. Il Battistero invece si divide in due fasce con intervalli: dalle 08:15 sino 10:15 per poi riaprire alle 11:15 sino alle 19:30. La Cripta ha gli stessi orari della Cattedrale: dalle 10,00 sino alle 16,30, il Campanile dalle 8,15 alle 19,00.
Il Museo, nell’assieme di tutte le strutture visitabili, offre una pratica card la quale consente l’ingresso a tutte le strutture, pianificando bene gli itinerari in base agli orari d’apertura delle singole proposte di visita, ed è comodamente ritirabile alla cassa consentendo di evitare file, a volte davvero lunghe, soprattutto nelle stagioni di grande afflusso turistico. Il costo, rapportato alla bellezza complessiva dell’offerta, è di 50 euro, ma sul sito del Grande Museo del Duomo troverete varie soluzioni rivolte a singoli o gruppi.
Buona visita all’interno di un’epoca immortale.

Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze ultima modifica: 2017-04-11T10:47:34+00:00 da Redazione

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